Eudechio Feleppa
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Re sic stante (2001-02)

Re sic stante assomiglia a un inventario di memorie sommerse, echi di una vita passata frammentata nel ricordo. L’idea alla base di questo lavoro è una ricerca compiuta nel mio archivio personale intorno al sentimento del tempo inteso come reperto intimo. Itinerari che avvengono nel gioco disordinato della memoria. Le immagini emergono lentamente, faticosamente, quasi riesumate dopo una catastrofe, disseppellite dal fondo del mare. Una sequenza anti-narrativa che restituisce maggiore complessità alla visione tramite la frammentazione dell’unità logica. In re sic stante io stesso partecipo ad enigmi irrisolti che si nascondono dentro una foto per poi, con un colpo d’ala, scivolare verso un altrove. 

Testo del curatore
Viviana Gravano
Certo nulla più della fotografia è legata all’idea di ricordo. Dal momento stesso in cui la fotografia è nata è stata subito investita di quella responsabilità che l’ha poi definita a vita: La fotografia in quanto traccia certa, inconfutabile, vera, è la depositaria della memoria (....) Le immagini di Eudechio Feleppa hanno su di loro questa patina del tempo, sono invecchiate e vivono una sorta di eterno passato. Questo è uno dei privilegi della fotografia: determinare un tempo che, paradossalmente, non può che essere definito come reale, ma che di fatto appartiene solo all’immagine. In queste fotografie oggetti, persone, luoghi, a loro modo quotidiani, senza nessuna particolare retorica, si vestono del fascino insostituibile dell’antico. L’insieme dei soggetti non sembrano pretendere il racconto di una storia, ma tutte insieme fanno pensare a un cassetone nel quale, alla rinfusa, decenni fa, qualcuno ha gettato i propri reperti intimi, gli echi di una vita passata e ora frammentata nel ricordo. Una bambina ballerina, con la testa tagliata via nella foto, come quando chi scatta non sa usare davvero bene la macchina e “sbaglia” l’inquadratura. Le luminarie a forma di stella  della festa del paese fotografata per ricordare quella domenica, quel giorno speciale chissà perchè. Quella passeggiata sulla neve dove sembra che tutti camminino sulle nuvole e quella palma da lungo mare mediterraneo che sembra un’esplosione, sono trasfigurazioni nel sogno fuori dal tempo di semplici episodi visivi, di appunti di un viaggio del quale però non è dato sapere chi è il viaggiatore.
(Viviana Gravano; Visioni - Soter editrice - 2006


Nota tecnica
Re sic stante è una serie fotografica realizzata con pellicola a sviluppo istantaneo Polaroid 665 p/n. La prima serie di re sic stante consiste in un gruppo originario di circa 15 stampe vintage 24x17cm., realizzate nel 2002 in camera oscura. Per la stampa della pellicola in camera oscura ho adottato, con l’ausilio di uno stampatore e dopo mesi di tentativi, una tecnica sperimentale che prevedeva lo stravolgimento dei parametri convenzionali di stampa. Nel corso degli anni il lavoro si è ampliato di nuove immagini, ma a seguito della crisi che ha colpito molte aziende del settore fotografico proprio a cavallo degli anni 2000, gradualmente non è stato più possibile reperire tutti gli strumenti necessari alla stampa tradizionale. Oggi re sic stante si compone da un lato dell’edizione vintage del 2002, dall’altro avendo provveduto alla digitalizzazione di tutti i negativi, da una serie di stampe di grande formato realizzate a pigmenti su carta cotone.
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